New review by Aristocrazia Webzine (Italy)


"Esperimento ben riuscito per gli Aegri Somnia: mi auguro che riescano a tenere viva la tradizione del folk della loro terra con continuità e passione".

Immaginate una casa abbandonata, circondata da un'aura spettrale, in cui prende vita una sessione musicale del tutto improvvisata; aggiungeteci canti appartenenti alla tradizione orale spagnola del XIX e XX secolo, per giunta sconosciuti perfino a molti autoctoni; come tocco finale, influenze provenienti da universi acustici e distorti, contaminate dagli stili più diversi. Seguite tutti questi passaggi e otterrete gli Aegri Somnia, attivi dal 2012 e dietro al cui nome si celano Lady Carrot, interprete di musica folkloristica castigliana, e Nightmarer (As Light Dies, Garth Arum), proveniente da un tipo di scena musicale più estrema.

"Ad Augusta Per Angusta" è il primo risultato concreto di queste nozze miste tra generi diversi. Un disco che reputo interessantissimo soprattutto dal punto di vista antropologico, dal momento che permette agli ascoltatori di avvicinarsi a una tradizione di nicchia, poco diffusa e, quindi, tutta da scoprire. Banale, ma doveroso e da tenere a mente, «canti popolari tramandati oralmente» è un concetto che si lega inevitabilmente a una ripetitività di fondo nelle melodie e nelle strutture dei singoli brani per esigenze strettamente legate al bisogno di trasmetterle ai posteri e far sì che sopravvivessero: era necessario, in altre parole, creare linee vocali semplici che non andassero perdute col passare degli anni.

Il brano di apertura "Seran" presenta, difatti, ben poche variazioni, mentre già con il successivo "Señor Platero" gli animi si modificano e movimentano, soprattutto grazie alla parte strumentale, in cui figurano suoni acustici, elettrici e anche percussioni. In "La Culebra" troviamo perfino una spruzzata di sonorità elettroniche, mentre la voce cresce in corpo e volume; "La Deshonra" è un concentrato di dolcezza e malinconia che si abbracciano e uniscono: troveremo intenzioni e sensazioni analoghe anche in "Romance De Santa Elena".

"Molinero - Vengo De Moler", "La Niña De La Arena" e "Rondón Del Enamorado Y La Muerte" sono probabilmente le tracce più belle dell'album: movimentate e ritmate le prime due, in cui chitarre flamenco e suoni amplificati si sovrappongono senza disturbarsi le une con gli altri; apoteosi e picco più alto del folklore trattato in tutto il disco la terza, in cui fa la sua comparsa anche una voce maschile di accompagnamento. Se in "Ronda De Mayo" le sequenze di accordi si fanno più allegre, nella successiva "Charro Del Labrador" i suoni amplificati della chitarra elettrica si ritagliano un angolino da protagonista, con plettrate e accordi inequivocabilmente contaminati dal black metal. Il disco si chiude infine con "Veneno", che potrebbe tranquillamente passare per una tipica ballata hard rock, così come il nostro viaggio alla scoperta di canti da non dimenticare.

Esperimento ben riuscito per gli Aegri Somnia: mi auguro che riescano a tenere viva la tradizione del folk della loro terra con continuità e passione.


No hay comentarios:

Publicar un comentario